L’olio di oliva e gli squali?

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L’olio di oliva e gli squali?

Si è parlato di squalene sabato scorso, al convegno di Warda Garda. Lo ha citato il giornalista e scrittore Luigi Caricato nel presentare l’intervento di Riccardo Marchi, sulla produzione di cosmetici con l’olio d’oliva. Lo squalene è una sostanza proveniente dal fegato degli squali. Questa sostanza oleosa è utilizzata da molte aziende cosmetiche per le sue molteplici azioni sulla pelle e per la sua attività di supporto immunitario all’interno dell’organismo umano, se assunto in forma di supplemento.

Ma che cos’è lo squalene e dove si trova in natura? Agli inizi del secolo scorso uno scienziato giapponese stava studiando alcune caratteristiche di questa creatura oceanica nella speranza di comprendere i motivi per i quali questo animale riesce ad essere resistente a molte malattie. Durante queste ricerche venne scoperta una sostanza all’interno del fegato che fu chiamata “squalene”. Si tratta di un idrocarburo insaturo che, quando si combina con l’acqua, rilascia ossigeno. È più leggero dell’acqua con un peso specifico di 0.855. Ciò permette agli squali che non hanno la vescica natatoria, di ridurre la loro densità corporea nell’acqua marina e migliorarne il galleggiamento.

Dopo le ricerche iniziali lo squalene fu trovato anche nel corpo umano, in particolare nel sebo (in media il 12%) che è la secrezione grassa presente sull’epidermide e prodotta dalle ghiandole sebacee a protezione della pelle (azione barriera, azione idratante, azione antibatterica etc.)

Questa sostanza organica gioca un ruolo vitale nella sintesi e produzione degli steroli sia nei mammiferi che nelle piante. Nei nostri corpi lo squalene, attraverso delle complesse reazioni chimiche che avvengono nel fegato, dà origine a colesterolo, ormoni steroidei e Vitamina D.

Un’altra cosa  interessante è che lo squalene è anche uno dei maggiori componenti dello strato di grasso chiamato “vernice caseosa” che avvolge il feto nell’utero materno durante la gravidanza fino al momento del parto. Questo mantello, nell’apparenza simile al burro, protegge la pelle delicata del feto e potrebbe giocare un ruolo importante in alcune della fasi dello sviluppo embrionale. Quindi come agisce se riprodotto e utilizzato in cosmesi e cosa c’entra con l’Olio di oliva?